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Male del secolo, incurabile, nuova peste, o “malaccio”…
Statistiche, sperimentazioni e anche la vantata “prevenzione”, quasi un feticcio, non sono riuscite a spiegare questo sfacelo cellulare che l’uomo contemporaneo non vuole ammettere nella sua pretesa invulnerabilità.
Si ha persino paura a pronunciare la parola cancro o, peggio, tumore. Qui anche il “discorso” della “scienza medica” si arresta e non riesce a spiegare una malattia che lascia senza argomenti e che ne mette in dubbio una presunta onnipotenza.
Per questo tanto vale tentare un approccio diverso, un'autoimmunizzazione per il tramite dell’ironia: si può combattere la malattia con una risata, anche se pensosa?
Questo quanto è nelle intenzioni di una manifestazione che parte dall’assunto che “una risata vi seppellirà”, come fa il cancro appunto, ma potrebbe aiutare a prevenirlo, esorcizzarlo, contrastarlo.
Con i mezzi dell’immaginazione e della poesia, insita nel disegno.
Una terapia alternativa, una sfida inedita anche per molti dei noti autori invitati.
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